Dopo il primo post dedicato a delle considerazioni non scontate sul mondo e sulle peculiarità della wedding photojournalism, continuiamo con un nuovo approfondimento legato a questa particolare tipologia di fotografia di nozze.

Per un fotografo matrimonio è fondamentale trovarsi nella giusta posizione per cogliere ogni attimo. Sarà quindi necessaria camminare continuamente, seppur con discrezione, tra gli ospiti, salire su degli scalini e fare qualsiasi cosa vi dia modo di raggiungere una posizione perfetta.  Avete sentito una irresistibile risata alle vostre spalle? Quello è un momento che avete perso, forse perché non eravate nella posizione giusta.

Nonostante la maggior parte dei fotografi di matrimonio usino il 70-200 per poter fotografare senza essere visti (quasi fossero dei paparazzi), scelgo sempre di usare la mia lente preferita, il 24 mm ottica fissa. Un grandangolo che mi permette di avvicinarmi molto alla scena, ad esserne parte, ma con discrezione e rispetto per le persone, senza modificare niente. Robert Capa diceva che “Se le vostre foto non sono abbastanza buone, non siete abbastanza vicino”, intendendo un avvicinamento sia fisico che mentale. Questo concetto sta alla base del mio lavoro e della mia filosofia fotografica.

Se in generale la giusta illuminazione è fondamentale per la buona resa di una fotografia, nel caso del wedding photojournalism saper sfruttare al meglio la luce naturale è prioritario. Una foto può infatti perdere moltissimo del suo “potere narrativo” quando per qualsiasi ragione la luce risulti artificiale. E’ necessario che l’illuminazione per cui avete optato sia capace di fondere in tutt’uno armonico soggetto e background. Più naturale sarà la luce, più nature sarà la foto e maggiore sarà la sua efficacia narrativa.

Colgo l’occasione per ricordarvi che questo è il momento migliore per richiedermi informazioni ed eventualmente ingaggiarmi come vostro fotografo di matrimonio a Treviso, Pordenone e Udine.